Il TFR è spesso lasciato in azienda invece che in un Fondo Pensione. Ma quale conviene davvero? Compila le sezioni qui sotto per scoprirlo!

Come funziona?

Confrontiamo due scenari al netto delle tasse. Scenario A (TFR in azienda): il TFR si rivaluta dell'1,5% fisso più il 75% dell'inflazione attesa, al netto dell'imposta sostitutiva del 17% sulla rivalutazione. All'uscita si applica la tassazione separata (~23%). Scenario B (Fondo Pensione): il TFR (più eventuali contributi aggiuntivi) cresce al rendimento scelto, al netto della tassazione del 20% annua sui rendimenti. All'uscita, l'aliquota è agevolata: parte dal 15% e scende di 0,3 punti per ogni anno oltre il 15° di adesione, fino al 9% minimo. Se hai un contributo volontario, calcoliamo anche il risparmio IRPEF e lo aggiungiamo al versamento annuo nel fondo, per un confronto realistico.

Disclaimer obbligatorio: i contenuti qui sotto non sono consigli professionali. Tutte le stime sono esemplificative.

1. Profilo Lavorativo

2. Fondo Pensione

Molti contratti collettivi prevedono che il datore di lavoro versi un contributo aggiuntivo nel fondo pensione, ma solo se anche tu ci versi il TFR. È quindi un vantaggio spesso non disponibile se lasci il TFR in azienda. Verifica il tuo CCNL per maggiori informazioni su modalità e importo.

3. Ipotesi Economiche

Il TFR in azienda si rivaluta ogni anno dell'1,5% fisso più il 75% dell'inflazione: più l'inflazione è alta, più il TFR in azienda cresce. Cambia il cursore per vedere come questo influisce sul confronto.

Risultati

Tutti i valori sono al netto delle tasse: tassazione separata ~23% per il TFR in azienda, aliquota agevolata 15%→9% per il fondo pensione.

Scenario A: TFR in Azienda
€ 0
Montante Netto
Scenario B: Fondo Pensione
€ 0
Montante Netto

Rischi e Benefici a Confronto

Caratteristica TFR in Azienda (A) Fondo Pensione (B)
Rischio Nessuno (rivalutazione garantita per legge). Rischio azienda per imprese <50 dipendenti. Dipende dal comparto scelto (monetario, obbligazionario, azionario).
Rendimento atteso ~2-3% lordo (1,5% fisso + 75% inflazione), rivisto ogni anno. Variabile: storico ~3-6% annuo per fondi bilanciati/azionari.
Tassazione all'uscita Tassazione separata (~23% per la maggior parte dei lavoratori). Agevolata: 15%, scende fino al 9% dopo 35 anni di adesione.
Deducibilità contributi Non è possibile contribuire volontariamente al TFR. Sì: contributi volontari deducibili fino a €5.164,57/anno.
Contributo datoriale No (il datore non aggiunge nulla oltre al TFR). Spesso sì: molti CCNL prevedono un contributo aggiuntivo del datore se aderisci al fondo pensione.
Anticipi Dopo 8 anni: fino al 70% per spese mediche o acquisto prima casa. Dopo 8 anni: fino al 75% per spese mediche o prima casa; 30% senza vincoli.

Domande Frequenti (FAQ)

Cos'è il TFR e come si accumula ogni anno?

Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) è la cosiddetta "liquidazione" italiana: ogni anno il datore di lavoro accantona per te circa il 6,91% della retribuzione lorda (in pratica: RAL ÷ 13,5). Non è un costo aggiuntivo per te, è parte della tua retribuzione che viene pagata in differita.

Se lo lasci in azienda, quel montante si rivaluta ogni anno dell'1,5% fisso più il 75% dell'inflazione ISTAT, al netto di un'imposta sostitutiva del 17% sulla sola rivalutazione. Con inflazione al 2%, la rivalutazione netta effettiva è circa il 2,5% annuo. Non male per uno strumento senza rischio di mercato, ma difficilmente sufficiente a battere un buon fondo pensione sul lungo periodo.

Conviene sempre il fondo pensione?

Dipende. Ma nella maggior parte degli scenari con orizzonte lungo (15+ anni), la risposta è sì. Ci sono due motivi strutturali:

1. La tassazione agevolata in uscita. Il fondo paga il 15% (fino al 9% dopo 35 anni), mentre il TFR in azienda sconta la tassazione separata, intorno al 23%. Su un montante di €100.000, questa differenza vale €8.000-14.000.

2. Il potenziale di rendimento. Un fondo bilanciato ha reso storicamente il 4-6% annuo lordo. La rivalutazione del TFR in azienda difficilmente supera il 3%.

Il fondo pensione perde solo se il rendimento scende sotto la soglia di pareggio (che puoi trovare abbassando il cursore fino a quando vince il TFR) o se hai un orizzonte brevissimo.

Posso trasferire il TFR al fondo pensione in qualsiasi momento?

Puoi aderire a un fondo pensione in qualsiasi momento della tua carriera. Il TFR già accumulato prima dell'adesione rimane dove si trova (in azienda o al Fondo di Tesoreria INPS per le grandi aziende); solo il TFR che matura da quel momento in poi viene versato nel fondo.

Se sei stato assunto dopo il 29 aprile 2007 e non hai esercitato nessuna scelta entro 6 mesi dall'assunzione, il TFR è stato destinato automaticamente al fondo pensione di categoria (il cosiddetto silenzio-assenso). Se invece lavoravi già prima di quella data, hai probabilmente mantenuto il TFR in azienda.

Come funziona la tassazione agevolata del fondo pensione?

All'uscita (pensione, riscatto, rendita), la prestazione del fondo è tassata con un'aliquota che parte dal 15% e scende di 0,3 punti percentuali per ogni anno di iscrizione al fondo oltre il 15°, fino a un minimo del 9% (raggiunto dopo 35 anni).

Esempio: 20 anni di adesione → aliquota = 15% - (0,3% × 5) = 13,5%.

Attenzione: questa aliquota si applica sull'intero montante erogato (compreso il TFR versato nel fondo). I rendimenti annui del fondo, invece, sono già tassati al 20% ogni anno durante l'accumulo (meno favorevole degli ETF, ma comunque meglio della tassazione separata all'uscita del TFR in azienda).

Cosa succede al TFR se l'azienda fallisce?

Il rischio dipende dalla dimensione dell'azienda:

Aziende con meno di 50 dipendenti: il TFR è tenuto in azienda. In caso di fallimento, sei un creditore chirografario (non privilegiato): la probabilità di recuperare tutto è bassa. C'è però il Fondo di Garanzia INPS che copre il TFR non pagato fino a certi limiti.

Aziende con 50 o più dipendenti: il TFR maturato dal 2007 è obbligatoriamente versato al Fondo di Tesoreria INPS, al sicuro dal rischio azienda.

Fondo pensione: il patrimonio del fondo è separato da quello dell'azienda per legge. Puoi stare tranquillo: anche se il datore fallisce, il montante accumulato nel fondo è intoccabile.

Posso richiedere anticipi dal fondo pensione?

Sì, con alcune limitazioni. Dopo 8 anni di iscrizione al fondo puoi richiedere:

Fino al 75% per spese sanitarie gravi (proprie o dei familiari) o per acquisto/ristrutturazione della prima casa.

Fino al 30% senza dover giustificare la motivazione.

Gli anticipi sono tassati con un'aliquota del 23% (spese sanitarie) o del 23% comunque, quindi meno favorevole della tassazione finale. Per il TFR in azienda valgono regole simili: dopo 8 anni puoi chiedere fino al 70% per spese mediche documentate o per l'acquisto della prima casa.