Dipendente o libero professionista: chi porta a casa di più? Il confronto equo si fa a parità di costo aziendale, cioè la spesa totale sostenuta dall'azienda per l'impiego di un lavoratore. Compila le sezioni qui sotto per scoprirlo!

Come funziona?

Confrontiamo due scenari al netto delle tasse. Scenario A (Dipendente): dalla RAL sottraiamo i contributi INPS del lavoratore (9,19%), calcoliamo l'IRPEF a 3 scaglioni (23%/35%/43%) con le detrazioni da lavoro dipendente e il cuneo fiscale introdotto dalla Legge di Bilancio 2025, e le addizionali regionali/comunali (media ~1,73%). Scenario B (P.IVA Forfettaria): dal fatturato (= costo aziendale) calcoliamo il reddito imponibile applicando il coefficiente forfettario scelto, deduciamo il 50% dei contributi INPS (Gestione Separata 26,07% o cassa professionale), e applichiamo l'imposta sostitutiva (15% o 5%). Il costo aziendale è il punto di partenza per entrambi: per l'azienda è indifferente pagare €45.500 come costo di un dipendente o come fattura a un freelance.

Disclaimer obbligatorio: i contenuti qui sotto non sono consigli professionali. Tutte le stime sono esemplificative.

1. Il tuo profilo

Questo valore parte uguale al costo aziendale della RAL, ma è indipendente: spostalo per rispondere a domande come "Se fatturassi €25.000 come P.IVA, guadagnerei più dei miei €30.000 di RAL?".

2. Regime P.IVA Forfettaria

Il coefficiente riduce il fatturato alla base imponibile forfettaria, simulando le spese riconosciute dallo Stato. Se sei un consulente o sviluppatore software, scegli 78%.
Scegli "Gestione Separata" se non hai una cassa previdenziale di categoria (la maggioranza dei freelance). Se sei iscritto a un ordine professionale (avvocati, medici, ingegneri, ecc.), specifica la tua aliquota.
Un libero professionista forfettario sostiene mediamente €1.000–2.000/anno di costi non deducibili: commercialista, software, abbonamenti. Attiva il toggle per includerli nel calcolo.

3. Ipotesi Dipendente

Una stima ottimistica per il settore privato è 23%, ma in base al CCNL e alla categoria. Modifica il cursore se conosci la tua aliquota esatta.

Risultati

Valori netti annui al variare del costo aziendale / fatturato (€15k–€150k). La P. IVA forfettaria non può superare gli 85k di fatturato.

Scenario A: Dipendente
€ 0
Netto Annuo
Scenario B: P.IVA Forfettaria
€ 0
Netto Annuo

Caratteristiche a Confronto

Caratteristica Dipendente (A) P.IVA Forfettaria (B)
Tassazione sul reddito IRPEF progressiva (23%–43%) con detrazioni e cuneo fiscale Imposta sostitutiva flat (15% o 5% per nuove attività)
Contributi previdenziali ~9,19% a carico del lavoratore + ~30% a carico del datore ~26,07% su reddito forfettario (Gestione Separata)
TFR Sì (≈6,91% della RAL accantonato ogni anno) No
Malattia / maternità Coperti al 100% (INPS + CCNL) Parzialmente (INPS Gestione Separata copre in misura ridotta)
Spese deducibili No (regime standard) No (forfettario: solo coefficiente su fatturato)
Stabilità del reddito Alta (contratto, ferie pagate, 13ª) Variabile (dipende dai clienti)

Domande Frequenti (FAQ)

Cos'è il costo aziendale e perché usarlo come base del confronto?

Il costo aziendale è quanto l'azienda spende in totale per avere un lavoratore dipendente: la RAL più i contributi INPS datoriali (una percentuale significativa che non appare in busta paga). Per esempio, una RAL di €35.000 costa all'azienda circa €45.500.

Usare il costo aziendale come base del confronto è l'unico modo equo: per un'azienda è praticamente indifferente pagare €45.500 come costo totale di un dipendente o come fattura a un libero professionista. L'alternativa, cioè confrontare RAL e fatturato, sarebbe distorta in favore del dipendente, perché quest'ultimo ha costi "nascosti" che il datore sostiene per lui.

Il regime forfettario conviene sempre rispetto al lavoro dipendente?

Non sempre, ma spesso sì. Il vantaggio strutturale è l'imposta sostitutiva piatta (15% o 5%) contro l'IRPEF progressiva (fino al 43%).

A redditi molto bassi (costo azienda sotto €25.000), le detrazioni da lavoro dipendente e il cuneo fiscale proteggono molto il dipendente. In questi casi il vantaggio della P.IVA si riduce sensibilmente o scompare del tutto, soprattutto se aggiungi le spese fisse del commercialista.

Cos'è il coefficiente forfettario e come scelgo il mio?

Il coefficiente forfettario è la percentuale del tuo fatturato che lo Stato considera reddito imponibile, forfettizzando le spese deducibili. In pratica: il fisco presume che tu abbia sostenuto una certa percentuale di spese, senza chiederti le ricevute.

  • 78% → professioni intellettuali: consulenti, sviluppatori, formatori, traduttori, grafici, copywriter
  • 67% → commercio all'ingrosso/dettaglio, produzione di beni, ristorazione
  • 54% → costruzioni, impiantisti, servizi di pulizia e simili

Se sei un libero professionista che vende prestazioni intellettuali, quasi certamente il tuo coefficiente è 78%. Verifica il codice ATECO della tua attività per maggiore precisione.

Perché i contributi INPS della P.IVA sono così alti?

Chi non appartiene a una cassa previdenziale di categoria (avvocati, medici, ingegneri, architetti, ecc. hanno le proprie) deve iscriversi alla Gestione Separata INPS, con un'aliquota del 26,07% (confermata per il 2025) sul reddito imponibile forfettario.

Sembra alta, ma il paragone corretto è con il sistema dipendente nel suo complesso: il dipendente paga il 9,19% di contributi, ma il datore ne paga un altro ~30% che il lavoratore non vede mai. La differenza è che nel regime forfettario quei contributi emergono tutti dal fatturato del libero professionista, senza "copertura" del datore.

Se sei iscritto a una cassa professionale, l'aliquota può essere molto inferiore (es. Cassa Forense degli avvocati parte dal 15%, ma molte casse partono dal 4% per i minimi): seleziona "Cassa professionale" nel simulatore e inserisci l'aliquota della tua cassa.

Cosa perdo passando da dipendente a P.IVA?

Il confronto puramente finanziario non cattura tutto. Passando a P.IVA forfettaria perdi:

  • TFR: circa il 6,91% della RAL accantonato ogni anno (per una RAL di €35.000 sono ~€2.400/anno lordi)
  • Malattia e infortunio: il dipendente mantiene il reddito pieno (o quasi) in caso di malattia; il libero professionista no
  • Ferie pagate: almeno 4 settimane all'anno garantite per legge
  • Contributo datoriale al fondo pensione: alcuni CCNL prevedono contributi aggiuntivi se aderisci al fondo pensione
  • Stabilità: il contratto di lavoro subordinato offre tutele che la P.IVA non ha

Valuta questi fattori alla luce della tua situazione specifica prima di decidere.

Posso avere sia la P.IVA che un contratto da dipendente?

In linea generale sì, ma con limitazioni importanti:

  • Non puoi aprire una P.IVA forfettaria per svolgere la stessa attività che fai da dipendente con lo stesso datore (o ex datore degli ultimi 2 anni)
  • Alcuni CCNL vietano o limitano le attività lavorative extra: verifica il tuo contratto
  • Le due attività devono essere chiaramente distinte e non in conflitto di interesse
  • I redditi da P.IVA forfettaria non si cumulano con la RAL ai fini IRPEF (l'imposta sostitutiva è separata), il che è un vantaggio

Consulta sempre un commercialista prima di aprire la P.IVA in parallelo a un rapporto di lavoro dipendente.